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domenica 24 gennaio 2016

3 ways to improve your healthy cooking

"Being healthy" e "eating clean" pare siano al top della New Year's resolution list di moltissime persone. Credo effettivamente che parole come organic, raw, healthy, siano tra le più usate sui social network, senza dimenticare gluten free, fat free e prima o poi mi aspetterò un air free. Che dire, che sia una moda o no, a noi piace! E sicuramente, senza raggiungere alcun estremismo, male non può farci, bensi il contrario.

Vivendo a Londra, il regno dei vegan e dell' industria organica, devo ammettere che il passaggio al cibo cosiddetto healthy, dal raw ai green smoothies, non è stato cosi difficile. Considerando poi che anche in Italia la mia alimentazione era già tendente a ciò che a me piace definire flexi-vegan, ovvero una alimentazione perlopiù vegana, ma senza tralasciare tutto il resto, il passaggio è stato molto naturale. 

Riguardo agli eccessi, a meno che non si tratti di prescrizioni mediche o forti credenze animaliste, non c'è bisogno di eliminare definitivamente nessuna categoria, perchè, si sa, gli estremismi non fanno bene a nessuno, ne al corpo ne alla mente. Se credete davvero di diventare invincibili senza sgarri e di avere trovato il segreto dell'immortalità ebbene vi sbagliate di grosso e dovreste ricordarvi che ci sono altri mille fattori, ambientali e genetici per esempio, che determinano il nostro aspetto e la nostra salute.
In conclusione, non sarà certo un croissant, o meglio, nel mio caso parlerei di una bella fetta di focaccia calda e piena d'olio (inzuppata nel cappuccino da buona genovese), a fare la differenza.

A dispetto di questa premessa, oggi voglio parlarvi di alcuni libri che mi hanno aiutata ad avvicinarmi al mondo vegan, o almeno a trovare spunti per una alimentazione più sana, varia, equilibrata, naturale, che mi facesse sentire meglio, moralmente e fisicamente.

Ecco il primo in assoluto, uscito il 21 gennaio di quest'anno e appena acquistato online! Deliciously Ella è l'autrice, una delle più famose food blogger d'Inghilterra. 



Ella ha cambiato la sua vita grazie ad una alimentazione naturale, nel suo blog potete trovare la sua storia e mille ricette da leccarsi letteralmente i baffi. Non è una chef ma una donna normale, che ha dovuto combattere contro una malattia e nel cambiamento che ha attraversato, ha trovato una passione. Il primo libro non ci ha deluso, e, se la conosco bene, questo non sarà da meno.

Ella e suo marito hanno da poco aperto un locale, The Mae Deli, a Marylebone, Londra. Un posto caldo ed accogliente, senza troppe pretese, uno spazio di salute e felicità, come lei e il suo compagno lo descrivono. Questo deli, luogo di dibattiti, corsi ed eventi, è diventato meta obbligatoria per i suoi healthy followers, o per chi semplicemente lavora nelle vicinanze e vuole un'alternativa alla solita zuppa del Pret a Manger, che, per quanto sia buona e naturale, dobbiamo tutti ammettere che è un pochino triste.


Al secondo posto metterei il celebre Jamie Oliver, tanto amato dagli inglesi, un pò meno forse dagli italiani.



Per quanto io non l'abbia sopportato durante il suo programma sulla cucina italiana, poichè a parer mio, non rispettava i nostri standard, devo ammettere che con questo libro ha fatto un bel lavoro!
Sarà forse la faccia sorridente a farci venire voglia di metterci ai fornelli? Non lo so, ma penso che quando Jamie stia nel suo, scrivendo buone e semplici ricette per ricaricarci di vitamine e minerali giornalmente, faccia proprio centro!


Terzo posto per Nigella Lawson, giornalista e conduttrice britannica.




‘Part of the balance of life lies in understanding that different days require different ways of eating…’

Nigella sa bene quanto il nostro umore possa influenzare la nostra cucina. Tutto ruota attorno all'equilibrio e al piacere che dovremmo trovare cucinando per noi stessi, corpo e spirito.
Da gustose ricette di zuppe da assaporare al rientro di una fredda giornata londinese, fino ad una Dark and Sumptuous Chocolate Cake, per viziarci al brunch domenicale, Nigella ne ha per tutti i gusti, tempistiche ed umori.


Leggermente fuori tema invece, ma che voglio proprio aggiungere fuori lista, è questo libricino, very very pretty, perfetto per un regalo alla migliore amica che vuole curarsi di più, o a noi stesse, come ho fatto io, perchè non c'è niente di meglio che viziare la propria persona, almeno di tanto in tanto.  



Jolene Hart, la sua autrice, beauty editor, blogger ed health coach, sa bene cosa faccia stare meglio, al fisico e allo spirito. Dopo anni passati a sperimentare prodotti beauty e le diete trendy del momento, ha preso finalmente una posizione, che, ovviamente, sta dalla parte della natura.
Il suo libro semplifica le nozioni più scientifiche e presenta una guida semplice per look fantastici, ad ogni età e stagione! Antiossidanti, superfood, non saranno più un mistero. Più di 100 cibi infatti, che possiamo introdurre giornalmente nella nostra alimentazione, vengono riportati con annessi benefici. Sedano per la pelle disidratata, cannella per aumentare il metabolismo, noce moscata per dormire meglio, tanto per nominarne alcuni.
Per concludere, 20 semplici ricette dai diversi scopi, per nutrire la bellezza, dentro..e fuori.




venerdì 22 gennaio 2016

Grace Coddington: it's not a goodbye



74 anni suonati, una testata enorme di capelli ed energia da vendere, Grace Coddington, creative director di Vogue America, braccio destro di Anna Wintour, dice addio al ruolo che ha ricoperto per quasi 30 anni. Un passo indietro per l'ex modella, stylist, che ha fatto la storia? Non credo proprio. Pare che l'arzilla donnina infatti abbia ancora fame di successo, alla sua età infatti non si è ancora stancata e sembra che questo abbandono non sia definitivo. Fonti certe rassicurano che i suoi shootings non tarderanno a riapparire sul magazine più celebre al mondo. Possiamo dormire sonni tranquilli dunque e aspettare con ansia il suo speciale sul September Issue. Alla Coddington è stato offerto infatti il ruolo di Creative Director at large, ovvero si occuperà di almeno quattro servizi l'anno per Vogue America. 

Sembra non sia finita qui. La bella ed elegante signora inglese, genio dello styling, sarà rappresentata da Great Bowery, super agenzia statunitense che segue nomi eccellenti, tra cui lo stilista Hedi Slimane e i celebri fotografi Bruce Weber ed Annie Leibovitz.

Per sapere cosa riserverà il futuro alla Coddington basterà aspettare poche settimane. Tra i nuovi progetti vi sarà il lancio del nuovo profumo di Comme des Garçons, una nuova sfida per lei, e l'animazione delle sue illustrazioni Catwalk Cats. 


"I’m not running away from Vogue, because it has opened so many doors. But it will be nice to collaborate, and nice to go out [and] give talks to people. It’s just another approach. I’m certainly not going into retirement. I don’t want to sit around.”
Che dire, Coddington, icona assoluta, seconda donna al mondo più temuta dai designer, ci da l'ennesima lezione. Seppur lei stessa dica non aver nulla da insegnare a nessuno, resta un esempio da seguire per chiunque voglia lavorare in questo mondo e, paragrafando le parole di Gabriele Verratti, editor di Grazia, voglio riportare che più volte la Coddington ha sostenuto due verità fondamentali. La prima è che il lavoro di squadra trascende l'individualismo e annulla le gerarchie, sul set come nella vita. La seconda è che ci vogliono cuore ed occhi sempre aperti per comunicare la magia che risiede attorno ad una collezione. Come darle torto, non stiamo parlando solo di abiti, ma qualcosa di più.






mercoledì 6 gennaio 2016

When a city changes your life

Rieccomi. Una nuova me, o meglio, la vecchia me, che poche persone hanno conosciuto, è tornata alla ribalta. Questa volta in maniera definitiva. Un piccolo restyling al blog creato anni fa ma completamente inutilizzato e pronti, partenza..VIA!

Londra è la città che mi ha accolto nell'ottobre del 2014, poco più di un anno fa. Tante cose sono cambiate da allora. Mi ha ridato la voglia di mettermi in gioco, il desiderio di conoscere nuove persone e soprattutto, mi ha ridato tutto ciò in cui credevo. Uscita dall' Università ho sempre cercato di mantenere alte le mie ambizioni, eppure la crisi stava cambiando anche me. Le aspettative erano sempre più basse e un lavoro da Zara a Londra mi sembrava già l'ipotesi più allettante. Sono partita con tanta paura ma altrettanta voglia di fare e posso dire di avercela fatta. Continuo a non essere nessuno in questo piccolo, grande mondo ma ora sono importante per me stessa. Ho superato i limiti che pensavo di avere, ho ridefinito i miei obiettivi e continuo a pormene di nuovi, ho cambiato diversi lavori e, seppur la gavetta è ancora lunga, molto lunga, ho ripreso a credere. Credo nell'amore, negli obiettivi che gli stupidi definiscono irrealizzabili, credo nella buona volontà delle persone.
Londra è ancora la città delle possibilità. Oh si, ma solo se siete pronti a volerla veramente quella chance.
Ho tentennato tanto nei primi mesi. L'idea di un master a Milano bazzicava nella mia testa...ma poi, grazie anche all'amore, quello vero, perchè diciamolo, un po' di fiducia e coraggio da fuori aiutano sempre, mi sono fatta le ossa, e iniziando da ciò che di più umile nel mondo nella moda non c'è, sono finita con il lavorare per una delle case di moda più conosciute al mondo.

Qualunque siano i vostri desideri ed ambizioni, io vi auguro di non smettere mai di crederci, perchè per quanto sia duro raggiungerli, essi sono possibili per tutti e non serve sempre avere i contatti giusti o fare le scuole giuste. Volontà, costanza e determinazione, faranno la differenza. Credi in te stesso, credi nella città della opportunità, perchè a tornare a casa si fa sempre in tempo in futuro. Ma il tempo che stai vivendo adesso, non tornerà mai più, e se hai anche solo un briciolo di sogno, tiralo fuori e combatti per lui.